In sostanza l'UE, nata come un'associazione economica, si sta trasformando in una struttura militarizzata che, in quanto tale, richiede un coordinamento più stretto tra gli Stati membri, una politica estera comune più definita e un processo decisionale più centralizzato, un passo verso una maggiore integrazione politica e strategica.
L'UE, anziché mantenere un carattere più intergovernativo lasciando maggiore autonomia ai singoli Stati (nel rispetto delle identità nazionali e della sovranità dei Paesi membri, evitando una struttura politica e militare troppo rigida) sembra piuttosto evolversi in una federazione più centralizzata col rischio di una perdita di controllo democratico da parte dei cittadini sui propri governi nazionali.
BRICS, con il suo approccio basato sulla collaborazione economica senza imporre un'integrazione politica vincolante, può essere visto come un'alternativa più equilibrata per chi vuole preservare l'autonomia dei singoli Stati. Questo modello permette di rafforzare i legami economici e commerciali tra i Paesi senza compromettere le loro politiche interne. Inoltre, BRICS si pone come contrappeso all’influenza di blocchi occidentali come UE e NATO, promuovendo un ordine multipolare.
In un futuro in cui l’UE continuerà sulla strada dell’integrazione, probabilmente con una maggiore centralizzazione politica, economica e forse anche militare, gli Stati membri avrebbero sempre meno margine di manovra indipendente e la sovranità nazionale diventerebbe sempre più limitata. Intanto, i blocchi alternativi come BRICS continueranno a svilupparsi, offrendo un modello diverso di cooperazione internazionale.
Una UE che, nel lungo periodo, diventerebbe una vera e propria federazione sul modello degli Stati Uniti d'America, con un governo centrale forte e meno autonomia per i singoli Stati. Se ciò dovesse accadere, potremmo vedere la creazione di un esercito europeo unificato, una politica estera comune più vincolante e forse perfino una fiscalità centralizzata al costo di una significativa riduzione della sovranità nazionale.
Già oggi i trattati europei regolano numerosi aspetti sovranazionali, limitando in parte la sovranità dei singoli Stati membri. Il passo definitivo verso gli Stati Uniti d’Europa (United States of Europe, #USE) avverrebbe con l’approvazione di una Costituzione europea che sostituisca e unifichi tutti i trattati esistenti, creando una base giuridica unica per l'intera Unione. Se ciò dovesse accadere, l’UE non sarebbe più solo un’unione di Stati, ma diventerebbe uno Stato federale a tutti gli effetti, con un governo centrale forte e competenze esclusive in diversi ambiti chiave. A quel punto, la sovranità nazionale sarebbe fortemente ridimensionata, e le Costituzioni nazionali rischierebbero di perdere gran parte della loro influenza.
“Non fate figli, vi prego.” -Paolo Barnard